Slideshow Image 1 Slideshow Image 2 Slideshow Image 3 Slideshow Image 4 Slideshow Image 5

 


La Ditta G.POGGI - Belle arti dal 1825

Ci sono luoghi in ogni grande città che conservano in maniera particolare le tracce più intime e sfumate della vita e della memoria artistica: uno di questi crocevia è la "Ditta Poggi", che con i suoi 183 anni di attività, ha contribuito alla formazione artistica di generazioni di artisti e studenti.
Vuoi conoscere i segreti della pittura? Vieni dal "coloraro", come diciamo a Roma!!
...e il coloraro per tradizione, per fama e per antonomasia, è la "Ditta Poggi".

La Ditta fondata nel 1825 come "ditta delle belle arti", da Gaspare Poggi che, forse spinto dal fatto che alcuni componenti della sua famiglia dipingevano, avviò la sua bottega a due passi dal Pantheon e dal Collegio Romano scegliendo così di stare al servizio di piccoli e grandi maestri, affrescatori di chiese, ritrattisti, autori grandi e piccoli dell'antichissimo mestiere di pittore.

Nel negozio di via del Gesù sono passati i nomi più celebri della pittura italiana e internazionale
come Morandi, De Chirico, Guttuso, Balthus fino a d'Orazio e Schifano e agli artisti della trans-avanguardia come Chia, Clemente, Cucchi e Paladino.
La familiarità con artisti famosi non è esibita dalla Ditta Poggi, non ci sono quadri o schizzi d'autore alle pareti, né fotografie con dedica, ma solo i ricordi e con loro i racconti, colorati, ricchi e bizzarri nella loro memoria.
Si narra delle mestiche particolari di De Chirico, delle latte di colore di Guttuso,
di una rara qualità di essenze di lavanda che la "Ditta Poggi" teneva pronta per Dalì e la moglie,
usata per diluire il colore.

"Memmo", un vecchio ragazzo romano che ancora oggi anima la bottega di "Poggi" con i suoi preziosi consigli e aneddoti, è stato un fedele di Balthus, e tutti giurano che è lui l'artefice primo
di quelle tele così ben trattate, capaci di esaltare la resa inconfondibile dei quadri del grande maestro francese.
Quella forte porosità luminosa, propria di Balthus, ha il suo segreto, ma sarà difficile carpirlo a Memmo, fedele amico degli artisti e delle amicizie che durano una vita.

Nella "Ditta Poggi" non ci si ferma alla vendita di materiali, ma da amanti dell'arte ci si spinge oltre, si respira e si vive da sempre in un'atmosfera riservata e forse è proprio per questo,
oltre che per la qualità del servizio, che gli artisti frequentano Poggi più come un luogo di ritrovo,
anche se saltuario e occasionale, che come un negozio.

Esposti come se fossero gioielli, tra gli scaffali dove si infilano tubetti dai nomi affascinanti
(verde smeraldo, veronese, inglese, rosso di cadmio, azzurro oltremare, viola e blu di Prussia),
si può ammirare una serie infinita di pennelli: a lingua di gatto, a spatola, a raggera, in pelo di bue o nel preziosissimo pelo di martora.
Se negli anni trenta gli artisti si servivano solo di certi materiali, oggi l'industria ha fatto passi da gigante e si è specializzata;
dopo l'olio e la tempera, sono arrivate tutte le specie di acrilico.
Eh, sì: essere un "coloraro" non è un mestiere da poco, è come l'opera preziosa del suggeritore a teatro o del consigliere politico.





::: Powered by JML srl - © copyright 2007 :::