Gli inizi
Quella di Reeves è la storia di un'azienda
a forte orientamento famigliare. Fratelli,
generi, figli e nipoti hanno tutti contribuito,
nel corso degli anni, a costruire la solida
reputazione di cui l'azienda gode tuttora.
Ma ciò che fece entrare il marchio
nella rosa dei primi produttori di materiali
per artisti fu la fortunata commercializzazione
di un'invenzione targata William Reeves (fondatore,
nel 1766, dell'omonima azienda). L'invenzione
era quella dell'acquerello umido in godet.

William aprì la sua prima bottega
in Well Lane, vicino alla Cattedrale di St.
Paul, nel quartiere londinese di Little Britain.
Era il 1766. Dopo due anni soltanto, le cose
andavano talmente bene che William decise
di entrare in società con il fratello
maggiore Thomas. Come primo marchio di fabbrica
(siamo nel 1770), i due decisero di utilizzare
l'effigie di un giovane in uniforme blu in
ricordo della scuola di provenienza di entrambi,
una Bluecoat School, che imponeva ai propri
studenti questo codice di abbigliamento. L'emblematica
figura del levriero che ancor oggi contraddistingue
il marchio sarà adottata solo più
tardi da William John Reeves, nipote di William.
Si tratta di un'immagine "rinvenuta"
da Thomas Reeves e ripresa dal cimiero dello
scudo araldico dell'estinta famiglia dei Ryves
del Dorset, che ritraeva un levriero in posizione
seduta con manto a chiazze dorate.

Marchio di fabbrica a parte, William e Thomas
divennero talmente orgogliosi della loro invenzione
che decisero di inviare un campione dei loro
godet alla società per l'incoraggiamento
delle arti, dei mestieri e del commercio (oggi
conosciuta con il nome di Royal Society of
Arts), che ne rimase tanto colpita da conferire
ai due fratelli la "Grande" tavolozza
in argento, in riconoscimento dei progressi
compiuti nel campo della produzione di acquerelli.
Era il 1781.
L'idea dell'acquerello umido in godet venne
a William mentre lavorava come colorista per
il teatro. Aveva notato che nobili e artisti
spendevano ingenti somme di denaro per acquistare
blocchi di colore che andavano frantumati
prima di poter essere utilizzati come acquerelli.
La sua formazione da trafilatore gli suggerì
che il colore poteva essere estruso come una
barra e quindi tagliato in piccoli panetti
di forma oblunga. Per poterlo fare, però,
avrebbe dovuto conferire al materiale grezzo
una consistenza gelatinosa, che riuscì
ad ottenere (probabilmente dopo innumerevoli
esperimenti) attraverso l'uso del miele. Egli
scoprì inoltre che il miele era in
grado di mantenere il colore umido e pronto
per l'uso.

William aveva l'inventiva e l'intransigenza
delle persone di genio, ma furono proprio
la sua caparbietà, i suoi solidi principi
e i suoi modi severi ad allontanarlo completamente
dalla famiglia. Morì amareggiato lasciando
il suo ingente patrimonio ai domestici.
Dopo la morte di William
Fu il fratello di William, Thomas –
un “cittadino esemplare” –
a gettare le solide fondamenta dell'azienda
di famiglia. Era una persona molto amata dai
clienti, sempre aperta a nuovi mercati. Vendeva
ogni tipo di articolo per la realizzazione
di miniature, paesaggi, ritratti, lavori cartografici,
segnaletiche, disegni di fortificazioni, ecc.
Aveva un assortimento completo di penne, matite,
pennelli, vesciche per colori, una svariata
gamma di tavolozze e recipienti per la miscelazione.
La tradizione "espansionistica"
del marchio si deve proprio a Thomas Reeves.
Era entrato in società portando in
dotazione soltanto una pressa per la stampa
in rilievo dei godet, ma nei 15 anni di partnership
con il fratello aveva saputo creare un'attività
di dimensioni gigantesche.
A un certo punto, però, William e Thomas
si divisero a causa di insanabili divergenze
riguardo alle scelte aziendali. Dopo la rottura
con Thomas, William costituì una società
con il genero George Blackman. Il rapporto
fra i due fu litigioso sin dall'inizio e la
partnership terminò dopo sette anni
per un diverbio su questioni legate alla produzione.
William aveva proibito a George di "migliorare"
i suoi colori a olio con l'aggiunta di un
ingrediente a base di cera.
Nel frattempo, William aveva stretto rapporti
d'affari con John Inwood, che conobbe molta
fortuna operando sotto il marchio Wm Reeves
sino al 1808 e quindi, dopo la morte di William,
sotto quello di Reeves & Inwood, nome
che rimase sul mercato sino al 1825 circa.
La bottega
William iniziò l'attività aprendo
una bottega in Well Lane, nel quartiere di
Little Britain. Era qui che creava in proprio
i suoi colori. Nel seminterrato del locale
tre giovani apprendisti si dedicavano alla
macinatura dei pigmenti e, in tutta segretezza,
mettevano a frutto un nuovo procedimento,
quello per la produzione dei godet. L'impasto
di colore veniva estruso in filamenti spessi,
tagliato in tante parti e fatto asciugare
completamente; i pezzi o godet di colore erano
quindi avvolti in tele umettate in modo da
ammorbidire la superficie esterna e prepararla
per la stampa a rilievo. Si può immaginare
il negozio al pian terreno come un locale
circondato da scaffali, con scatole ricolme
di colori e, in vetrina, un'esposizione di
flaconi pieni di liquidi colorati; sul bancone,
probabilmente, un assortimento di godet sfusi,
vesciche di colori a olio, pennelli e matite.
I godet

Con la filiera costruita
in proprio e la pressa presa in prestito dal
fratello, William produsse i suoi primi godet,
stampigliandovi sopra il proprio nome e l'indirizzo
della bottega di Little Britain. Questo primo
"logo" fu sostituito con quello
dello studente in uniforme blu nel 1782, dopo
la creazione della partnership con il fratello,
sebbene nessun esemplare di questo marchio
sia giunto fino ai nostri giorni. Sul coperchio
delle confezioni di godet, William era solito
apporre un biglietto da visita, che conferiva
all'involucro grande raffinatezza e importanza.
Lo scudo araldico usato per i godet di Thomas
& William John Reeves recava uniti il
blasone dei Ryves e quello del partner William
Woodyer ed era sormontato dall'effigie di
un levriero incorniciata in un tondo.
Lo stesso stemma, senza la figura del cane,
venne adottato da John Inwood che, dopo la
morte di William, si proclamò vero
erede della tradizione Reeves. Inwood continuò
a utilizzare il nome di William Reeves e a
stampigliare sui suoi godet la dicitura "original
invention". Ma nel copiare il blasone,
Inwood aveva inavvertitamente riprodotto anche
lo stemma dei Woodyer. L'incidente suscitò
l'incontenibile ira della famiglia di Thomas
che, per generazioni a venire, continuò
a mettere in guardia i clienti dagli imitatori.
Reeves e le esportazioni con East
India

Diversamente dai signori Winsor & Newton,
i primi esponenti della famiglia Reeves non
erano viaggiatori. L'ampliamento dei mercati
esteri del marchio avvenne in modo naturale,
attraverso i contatti intrattenuti con la
accademie militari, tra cui quelle di Woolwich
e di Addiscombe. Gli ufficiali coinvolti in
missioni topografiche all'estero avevano necessità
di disporre di strumenti da disegno e di colori.
Ecco dunque che Reeves iniziò a effettuare
spedizioni di ingenti quantitativi di colori,
rotoli di carta e prodotti da cancelleria,
al fine di approvvigionare i magazzini dell'esercito
in India.
Tranne in casi eccezionali, come ad esempio
quando si trattò di spedire materiale
per tenere occupato il "Generale Buonaparte"
durante la prigionia sull'Isola di Sant'Elena,
la maggior parte delle forniture era destinata
all'India, e tutte le consegne erano corredate
del biglietto da visita di "Reeves &
Woodyer" recante la dicitura "Colourmakers
to the Honourable East India Company",
(colorificio della Compagnia Inglese delle
Indie Orientali). Per la popolazione locale,
Reeves era "la Ditta del Cane",
perché i levrieri, in India, non erano
conosciuti.
I Moti indiani, scoppiati nel 1857, portarono
tuttavia al declino della Compagnia delle
Indie. Il redditizio mercato indiano crollò.
Lo stesso anno Reeves si trasferì in
una sede più piccola, al 113 di Cheapside.
Per fortuna, il direttore generale dell'epoca
Henry Reeves (terzo figlio di WJ Reeves) era
un uomo di raro talento e intraprendenza.
Mentre all'estero l'attività veniva
estesa a mercati come il Perù, il Brasile,
la Russia e gli Stati Uniti, in patria le
vendite prosperavano nelle scuole, il che
fece maturare in Henry un interesse sociale
per l'istruzione. Quando nel 1870 venne promulgato
l'Education Act (che avviava la scolarizzazione
pubblica per i bambini dai 5 ai 12 anni),
Reeves era ormai preparata al nuovo corso.
A partire dal 1866, infatti, la gestione dell'azienda
era passata nelle mani dei due nipoti di Henry,
Henry Wild e Charles Kemp Wild, che presero
a specializzarsi in colori meno dispendiosi
pensati per scuole e principianti, pubblicando
addirittura libri di avviamento all'arte completi
di istruzioni. Il loro successo fu tale che
nel 1868 furono costretti a erigre un nuovo
stabilimento a tre piani a Dalston, 6 km a
nord di Londra.
Reeves nel XX secolo
Lo stabilimento di Enfield, denominato Greyhound
Colour Work, divenne noto soprattutto per
i famosi pastelli "Greyhound". Il
terreno su cui sorgeva era stato acquistato
nel 1921. Nel 1927 vi furono aggiunte due
nuove aree per poter inserire i macchinari
necessari alle operazioni di agitazione e
miscelazione dei nuovi "Poster Color"
o gouache (un medium pronto per l'uso costituito
da una miscela di destrina e gomma arabica),
realizzati per gli studi di cartellonistica
che cominciavano a fiorire tra la fine degli
anni venti e gli anni trenta. Negli anni 40,
oltre ai colori in polvere denominati "Tempera"
e a un genere più economico di gouache
chiamato "Redimix Liquid Tempera Colour",
Reeves sviluppò anche prodotti pensati
per le scuole, in particolare per agevolare
il compito degli insegnanti alle prese con
la miscelazione dei colori in polvere per
classi di grandi dimensioni: erano i colori
in polvere compatti "Tempo" e "Temprablock".

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la sede
di Cheapside e metà dello stabilimento
di Dalston furono distrutti nei bombardamenti;
molti dipendenti dell'azienda vi persero la
vita. La produzione della gamma Greyhound
continuò a Melbourne, in Australia,
grazie a Thomas Bell. Anche Winsor & Newton
si prodigò per assicurare la continuità
produttiva sul fronte dei materiali didattici.
Dopo le incursioni aeree, l'azienda conobbe
una rapida ripresa. Reeves produceva ora colori
resistenti alla luce aprendosi in tal modo
nuovi mercati nel campo delle tappezzerie,
dei francobolli, delle vernici per auto, nella
produzione di inchiostri e così via.
Nel 1948 la ditta si trasferì dalla
sede principale di Dalston nel nuovo stabilimento
costruito nel frattempo a Enfield.
Dopo la Guerra, il direttore generale Archibald
G. Simmons avviò un'avventurosa politica
estera, convinto che il futuro di Reeves stava
nella promozione dei suoi mercati d'oltremare.
Nel corso degli anni 50 fu spesso a Melbourne,
Vancouver, New York e Chicago sviluppando
progetti commerciali in ognuna di queste città.
Negli anni 60 furono aperti mercati in America
Latina, India e Sudafrica.
Nel 1966, allo scadere del bicentenario, Reeves
era ormai totalmente cambiata. Lasciate le
vesti della vecchia azienda a conduzione famigliare,
quale era ancora negli anni 50, si era trasformata
in un grande gruppo multinazionale.
Nel 1971 Reeves operò la fusione con
Dryad Ltd Leicester, una fortunata azienda
di produzione e vendita all'ingrosso di materiali
per la creatività destinati alle scuole
e agli ospedali. Si venne così a creare
la Reeves Dryad Ltd. Ma già nel 1974
l'impero di Reeves e le sue capacità
avevano assunto proporzioni talmente gigantesche
da rendere necessario il sostegno di un'organizzazione
molto più ampia, in grado di fornire
stabilità e risorse adeguate alle responsabilità
dell'azienda. Quel sostegno arrivò
da Reckett and Colman, sotto la cui egida
Reeves ha saputo interpretare come mai in
passato le nuove esigenze degli artisti e
degli insegnanti di materie artistiche.
Reeves oggi
Nel 1991 Reeves e altri marchi prestigiosi
di Reckett and Colman sono stati acquisiti
dall'attuale casa madre, AB Wilhelm Becker,
già proprietaria di Colart.
Nel 1999 Colart ha acquisito Oasis Art &
Craft Products Ltd, un'azienda con una posizione
dominante nel campo della progettazione, produzione
e distribuzione di prodotti per le arti visive
rivolti ai bambini, prevalentemente "Painting
by Numbers" e "Scraperfoil".
Questo ramo è stato incorporato nella
produzione di Reeves nell'attuale sede di
Kidderminster.
Reeves rimane ad oggi un marchio importantissimo,
sia nel Regno Unito sia a livello internazionale.
Con sedi in 70 paesi (tra cui l'America, la
Francia, la Germania, l'Italia, il Giappone,
il Sudafrica, l'Australia e la Russia), rappresenta
il 30% circa delle nostre attività
complessive.
